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Sport e integrazione

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SPORT E INTEGRAZIONE

A Verona gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Verona 11 – Borgo Roma Ovest” hanno incontrato Delmas Obou e Jacques Riparelli

Verona, 14 ottobre 2015 – Sono stati i due velocisti Delmas Obou, del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle e Jacques Riparelli, del Centro Sportivo Aeronautica Militare, i protagonisti del quinto “Incontro con il Campione”, iniziativa prevista dal percorso educativo intrapreso nelle scuole dal Progetto “Sport e Integrazione”, realizzato per il secondo anno consecutivo grazie all’Accordo di Programma tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Delmas Obou e Jacques Riparelli

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Scopo del Progetto “Sport e Integrazione”, avviato nel 2014, è lo sviluppo di azioni finalizzate a favorire l’integrazione sociale della popolazione straniera attraverso lo sport e contrastare le forme di intolleranza e discriminazione razziale. In quest’ottica si inseriscono gli “Incontri con il Campione”, che si svolgeranno fino al termine del 2015 in dieci città italiane.

Obou, velocista, tre volte campione italiano, e Riparelli, che vanta la quarta posizione nella lista italiana all-time dei 100 metri, hanno incontrato gli alunni del liceo sportivo “Verona 11 – Borgo Roma Ovest” di Verona, per portare la loro personale esperienza di integrazione legata allo sport e confrontarsi con i ragazzi sui principi e i valori del

Manifesto “L’Integrazione: la vittoria più bella”.

A fare gli onori di casa, insieme al Dirigente Scolastico dell’Istituto Lucia Bernardi, sono stati l'Assessore allo Sport del Comune di Verona Alberto Bozza e il delegato provinciale del CONI di Verona Stefano Gnesato.

Delmas Obou, velocista tre volte campione italiano: “Sono arrivato in Italia sei anni dopo i miei genitori come tanti ho iniziato giocando a calcio a Santa Croce. A scuola hanno visto in me potenzialità per la velocità e da qui il mio amore per l’atletica che mi ha aiutato a sentirmi al mio posto qui in Italia ed ora anche in Francia dove mi alleno. Sono arrivato in Italia a 8 anni e lo sport è stato un ottimo veicolo di integrazione; ho trovato amici e stimoli e credo che sia il miglior facilitatore non per superare le barriere, ma proprio per abbatterle”.

Jacques Riparelli, quarto nella lista italiana all-time dei 100 metri: “Sono nato in Camerun, a 3 anni la mia famiglia è arrivata a Bologna e dopo la scomparsa di mio

padre mi sono trasferito a Padova dai nonni paterni insieme a mia madre. Lo sport, nello specifico l’atletica, mi ha facilitato la vita in Italia e soprattutto mi ha dato tante soddisfazioni. Quest’anno ho cercato di dare il meglio di me fino ad essere considerato il quarto sprinter italiano di sempre, ciò fa sì che oltre a sentirmi italiano di padre e di vita io possa sentirmi anche un italiano speciale, e quindi fortunato, grazie allo sport, che da sempre aiuta a crescere e a sentirti parte di qualcosa. Essere partecipi di qualcosa è ciò che chiediamo tutti: da piccoli, da giovani, da adulti e da anziani e io, partecipo volentieri.

Tutte le azioni d’intervento di “Sport e Integrazione” sono consultabili attraverso il sito www.fratellidisport.it, la pagina Facebook “Fratelli di Sport” e il portale

www.fratellidisport.it #fratellidisport dell’Integrazione dei Migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (www.integrazionemigranti.gov.it).

I valori e gli obiettivi di “Sport e Integrazione” sono pienamente condivisi da La Gazzetta dello Sport, che quest’anno è media partner del Progetto.

CONI
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Ufficio Stampa Sport e Integrazione sport.integrazione@coni.it

 

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